Un film di Carlos Saura
DAL 14 AL 17 OTTOBRE AL CINEMA

Quando cresci con l’idea che costruire è un’arte, ogni volta ti sembra di assistere a un miracolo. Così è per Renzo Piano, architetto italiano tra i più celebri al mondo, autore del Centre Pompidou di Parigi, dell’Auditorium Parco della Musica a Roma e degli edifici del New York Times. A raccontare questo genio dell’architettura è un genio del cinema, Carlos Saura. Il racconto in presa diretta delle fasi della costruzione di uno dei più recenti progetti di Piano, il Centro Botín a Santander, diventa presto riflessione sul processo creativo. Per capire che l’arte, sia essa cinema o architettura, non è un atto prevedibile. Spesso è un po’ come guardare al buio: prima di capire ciò che accadrà, bisogna dare il tempo agli occhi di adattarsi.

Il documentario Renzo Piano – L’architetto della luce vuole testimoniare la costruzione di un edificio davvero speciale, il Centro Botín per le Arti e la Cultura, a partire dalla costruzione delle sue fondamenta fino all’inaugurazione nella baia di Santander, nel nord della Spagna.
L’architetto artefice della costruzione è un maestro dell’età contemporanea, Renzo Piano. Il regista, anche lui un maestro dell’età contemporanea, è Carlos Saura. Saura ci mostra nel documentario la magia che avvolge il processo di ideazione di questa colossale costruzione e le varie fasi del lavoro di costruzione portato avanti da Renzo Piano. Potremo osservare come questo tipo di lavoro si è evoluto nel tempo e come ha modificato, a sua volta, l’anima di una città per sempre.
Come ha vissuto un architetto come Renzo Piano l’esperienza del concepimento e della realizzazione di un edifico così imponente?
Qual è stata la reazione degli abitanti di Santander, come è stato accettato un tale cambiamento nella baia della loro città?
Di chi è stata l’idea iniziale di realizzare questo centro culturale?
Qual è lo scopo finale della Fondazione Botín?
Questi alcuni degli interrogativi a cui il documentario vuole dare una risposta.

IL REGISTA CARLOS SAURA

Nato a Huesca (Spagna) 1932, trasferitosi a Madrid alla fine della Guerra Civile, Saura vive in un ambiente dai forti stimoli artistici (sua madre è pianista, suo fratello pittore) avvicinandosi al cinema attraverso la fotografia. Sotto suggerimento del fratello Antonio si iscrive all’Istituto di Studi e Ricerche Cinematografiche di Madrid dove si diploma nel 1957. In netto contrasto con la dittatura franchista, Saura sviluppa subito un personalissimo stile realizzando cortometraggi e documentari. Il primo film arriva nel 1960, “I monelli”, una storia di ragazzi della periferia di Madrid, realizzato con attori non professionisti, influenzato dal cinema neorealista italiano e dal cinéma verité francese. Il film viene presentato al Festival di Cannes.
Dal 1965 inizia una lunga collaborazione con il produttore e amico Elias Querejeta che gli garantirà libertà di espressione totale. Un’altra figura fondamentale nel suo percorso è stata quella di Geraldine Chapline, figlia del grande Charlie Chaplin, protagonista di molti film, musa e compagna e da cui nascerà uno dei suoi sette figli. Proprio con Geraldine Chaplin realizza quello che viene considerato uno dei suoi capolavori, Cría Cuervos, che nel 1976 vince il premio speciale della giuria a Cannes, famoso anche per la splendida interpretazione della giovanissima Ana Torrent. Il sodalizio con la Chaplin continua con Elisa, vita mia (1977), Gli occhi bendati (1978) e Mamà compie 100 anni (1979) che verrà candidato agli Oscar. Nel 1981, con In fretta in fretta Carlos Saura vince l’Orso d’oro al Festival di Berlino.
Con una filmografia di oltre 40 film, Carlos Saura rappresenta una delle più importante figure cinematografiche spagnole, un artista libero e visionario sempre contro qualsiasi forma di censura. Ha ricevuto negli anni numerosi premi e riconoscimenti dai più importanti festival internazionali (Cannes, Berlinale, San Sebastián, Karlovy Vary, Bafta, nomination agli Oscar e molto altro). Per questa ragione, Carlos Saura ha deciso a oggi di occuparsi solo ed esclusivamente di progetti che lo interessano veramente e che lo motivano profondamente.

IL PROTAGONISTA, RENZO PIANO

Nato a Genova nel 1937, dopo il diploma di Maturità Classica si iscrive al Politecnico di Milano alternando gli studi con la pratica di cantiere grazie alla frequentazione dello studio di Franco Albini, uno dei maggiori architetti italiani. Tra il 1965 e il 1970 perfeziona la sua formazione negli USA e in Inghilterra. Nel 1968 realizza un padiglione per la 14esima edizione della Triennale di Milano e nel 1969 viene incaricato di costruire il padiglione per l’industria italiana all’Esposizione Universale di Osaka. Il grande successo arriva però nel 1971 quando, insieme agli architetti Gianfranco Franchini e Richard Rogers, vince il concorso internazionale per la realizzazione del Centro nazionale d’arte e di cultura Georges Pompidou di Parigi, un progetto audace che portò alla realizzazione del manifesto dell’architettura high-tech, nonché a uno dei luoghi più visitati di Parigi. Dal 1981 è attivo il Renzo Piano Building Workshop con uffici a Parigi, Genova e New York.
Il suo percorso è da sempre focalizzato su quattro temi: l’interesse per il pezzo, l’organismo e il sistema edilizio; il disegno per l’industria; il problema di abitazione e città; il progetto alla grande scala. Tra i suoi progetti più noti ricordiamo la Biosfera detta “Bolla di Renzo Piano”, l’Acquario e la riqualificazione del Porto Antico di Genova, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, lo Shard London Bridge, la Debis-Haus in Potsdamer Platz a Berlino, il Nemo ad Amsterdam, l’Aeroporto Internazionale del Kansai in Giappone, il Zentrum Paul Klee di Berna e la New York Times Tower di New York, sede dell’omonimo quotidiano statunitense.
Ambasciatore UNESCO, nel 2013 viene nominato Senatore a vita dal Presidente Giorgio Napolitano. Nel 2006 è il primo italiano a essere inserito nella classifica del Times delle 100 personalità più influenti del mondo e tra i dieci più importanti al mondo nella categoria Arte e intrattenimento. Da sempre nelle sue opere viene affrontata la questione del rapporto tra architettura e natura, cercando di porre una particolare attenzione al tema.

“Sono molto onorato di aver ideato questo progetto per la città di Santander perché fa parte del mio personale percorso professionale inerente i centri culturali aperti, tolleranti e accessibili a tutti”. Renzo Piano

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